Codice Appalti, UE apre procedura d’infrazione

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Mancata conformità della normativa italiana in materia di appalti pubblici con le norme dell'UE. Con questa motivazione la Commissione europea, dopo vari moniti, ha deciso di aprire una formale procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia (e di altri 14 Paesi dell’Unione) che ora ha due mesi per rispondere alle argomentazioni della Commissione.

Tra i punti contestati figurano quelli relativi al subappalto, in particolare il divieto di subappaltare più del 30% di un contratto pubblico e l’obbligo di indicare la terna di subappaltatori e quelli riguardanti l’esclusione delle offerte anomale e i motivi di esclusione dalle gare.

Anche gli ultimi tentativi di riforma del Codice Appalti non hanno avuto l’esito sperato e tutti gli emendamenti al ddl “Semplificazioni” sull’argomento sono stati ritirati: le modifiche al Codice Appalti saranno probabilmente apportate con un disegno di legge ad hoc che sarà approvato prima della legge delega, con il coinvolgimento dell'ANAC.

“La lettera di messa in mora da parte dell’UE – ha commentato il Presidente di ANAEPA, Arnaldo Redaelli – non arriva inaspettata. Da tempo abbiamo segnalato le medesime criticità sollevate dalla Commissione, a partire proprio dal subappalto i cui limiti penalizzano la sana competizione tra imprese. E’ urgente che il Governo intervenga a modificare l’attuale normativa che, oltre a dare origine a molteplici interpretazioni da parte delle Stazioni appaltanti e a comportamenti disomogenei, pone seri problemi interpretativi alle imprese, specialmente per quelle di piccole dimensioni, che hanno necessità di regole certe e meno adempimenti burocratici inutili”.

Data: 
29/01/2019

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